S4 Energia Vicenza – MyEnergy Reggio Calabria pre-partita

Articolo di Michele Bruzzo

Viola Reggio Calabria: tra storia e ambizione, al PalaGoldoni arriva un pezzo di leggenda!

LA SOCIETÀ
La Pallacanestro Viola (oggi MyEnergy Reggio Calabria), per tutti semplicemente la Viola o i neroarancio, nasce nel 1966 come Cestistica Piero Viola. La fonda il giudice Giuseppe “Peppino” Viola in memoria del fratello gemello Piero. Dai campi all’aperto e dalla Serie C è diventata un vero tempio della pallacanestro italiana e un simbolo identitario fortissimo per la Calabria e per tutto il basket meridionale.


Nella sua storia conta 16 stagioni in Serie A1, 12 in A2, tre partecipazioni alla Coppa Korać e tre titoli di Serie A2 (1984-85, 1988-89, 1991-92). Ha vissuto anni d’oro fatti di playoff e prestigiose trasferte, lanciando o consacrando campioni come Manu Ginóbili, Carlos Delfino e Brent Scott, oltre ad Attilio Caja in panchina e a tanti idoli di casa come Gambescia, Benvenuti e Bullara.

Non sono mancati i momenti difficili, con crisi economiche e fallimenti; nel 2019 i tifosi, attraverso il Supporters Trust Viola, hanno rifondato la società, riacquistando un titolo e ripartendo dalla Serie B. Oggi, con MyEnergy come main sponsor e il PalaCalafiore come casa, la Viola resta l’orgoglio cestistico di Reggio Calabria. Una tifoseria visceralmente legata ai colori neroarancio continua ad accendere l’entusiasmo di un’intera regione.

STAFF TECNICO
Michele Carrea (head coach). Milanese, classe 1982, è un coach di grande spessore tattico, noto per la cura maniacale della difesa e la capacità di dare un’identità forte e aggressiva alle sue squadre. Campione d’Italia Under 19 con Casalpusterlengo, ha guidato Biella in A2 dal 2015 al 2019, vincendo il premio di miglior allenatore del campionato 2016-17. Ha poi allenato Pistoia (chiamato in Serie A), Treviglio e San Vendemiano in Serie B. Da assistente a Cantù ha vinto la Coppa Italia di Serie A2 e conquistato la promozione in Serie A. Alla Viola ha un contratto pluriennale.

Vincenzo Lovino (assistant coach). Allenatore nazionale con una lunga esperienza nei settori giovanili di importanti società, è in panchina con la Viola dalla scorsa stagione ed è stato confermato per il 2026/27. Si distingue per l’attenzione ai dettagli e la preparazione.

Pasquale Motta (assistant coach). Reggino, ha iniziato la carriera nel settore giovanile della Viola ai tempi della Serie A1. Ha allenato tutte le selezioni giovanili neroarancio, è stato più volte responsabile tecnico del settore e ha vissuto esperienze con la Nazionale Under 18 (assistente nella squadra campione d’Europa nel 2012). Quest’anno torna in prima squadra.

ROSTER: PROBABILE QUINTETTO E ROTAZIONI
• Gabriele Romeo (1997, play/guardia) Il capitano e la guida in cabina di regia: leader vero, penetra e subisce fallo, è un cecchino ai liberi (90%). Regista di personalità, crea vantaggi, gestisce i ritmi e si prende le responsabilità nei momenti caldi. Romano di nascita, ha girato tra A2 e B (Scafati, Latina, Trapani, Agrigento, Ravenna) ed è tornato in campo dopo la rottura del tendine d’Achille.

• Daniel Love (1999, guardia) Statunitense con passaporto svedese, nato a Orlando. Atleta esuberante, eccellente in 1vs1, attacca il ferro e punisce dall’arco, difende con aggressività sulla palla. Si ispira a Damian Lillard; arriva dalla Svezia (con esperienza in FIBA Europe Cup) e dalla seconda serie spagnola.

• Çelis Taflaj (1998, combo forward) 201 cm, nazionale albanese e grande ex di turno: tornato alla Viola dopo otto anni, quando giocava da giovanissimo (2016-18). Ala fisica, duttile, con punti nelle mani e abile a colpire sia dal perimetro che in slashing.

• Nikola Markovic (2000, combo forward) Esterno serbo di formazione italiana, 197 cm, fisico e versatile. Giocatore di tonnellaggio ed energia, prezioso a rimbalzo e nel lavoro sporco difensivo.

• Baye Modou Diouf (1999, centro) Senegalese, 203 cm, pivot di rim protection e rimbalzo offensivo. Reduce dalla stagione con Vigevano; assicura atletismo e presenza.

Dalla panchina:
• Alessio Donadoni (1997, combo forward) 197 cm, esterno moderno con ottimi fondamentali, cecchino mortifero sugli scarichi, sesto uomo di grande impatto tattico. Ex Roseto in A2 (presenze con Virtus Roma, Ferrara, Pavia e Salerno), è anche azzurro del 3×3 qualificato all’Eurocup.
• Leonardo Marini (1995, centro) 205 cm per 105 kg, il lungo dalla panchina: presenza nel pitturato e mani educate ai liberi. Riconfermato dalla scorsa annata, porta esperienza e continuità.
• Leonardo Clark (1998, play) playmaker cresciuto nel settore giovanile della Virtus Padova, backup di Gabriele Romeo: rapido, dinamico, buon difensore sulla palla e capace di alzare i ritmi.
• Matteo Calvellini (2002, guardia) Cresciuto a Siena (Mens Sana e Virtus), talento offensivo che si costruisce il tiro da solo. Garantisce grande spinta in uscita dalla panchina.
• Soma Abati Touré (2002, ala grande) Cresciuto nel settore giovanile della Blu Orobica Bergamo, ha maturato importanti esperienze affacciandosi anche alla Serie A2 e consolidando il proprio percorso in Serie B; altro elemento che porta energia e fisicità nello spot di 4.

ANALISI DEL GIOCO: PECULIARITÀ, PRO E CONTRO
La MyEnergy di coach Carrea costruisce la propria identità su difesa, rimbalzi e profondità delle rotazioni. Dopo sei giornate di Serie B Nazionale il record è 3-3, con un rendimento nettamente diverso tra trasferta e PalaCalafiore. Fuori casa è perfetta, con tre vittorie su tre (Treviglio, San Vendemiano e Omegna). Davanti al proprio pubblico è ancora a secco: tre sconfitte in altrettante gare. Il gruppo è coeso e fa leva sulla leadership del capitano Romeo, ma nel quarto periodo l’attacco diventa prevedibile e manca un riferimento che si prenda la responsabilità del tiro decisivo. È il tema su cui Carrea ha insistito dopo Desio: la Viola non ha ancora la capacità di chiudere le partite e la soluzione, per il coach, è che “devono diventare tutti protagonisti”.
Pro
1) Difesa e rimbalzi; team con una buona rim protection e un lavoro di box out che genera second chance points sono la base del suo gioco.
2) Profondità e contributo dalla panchina, le rotazioni permettono di mantenere intensità per tutti i 40 minuti.
3) Mentalità da “road warriors”; Tre vittorie su tre fuori casa, l’ultima a Omegna, dopo aver ribaltato l’inerzia affidandosi ai giocatori di più esperienza come Romeo. In trasferta il gruppo ha dimostrato carattere e freddezza nei momenti chiave.
Contro
1) Chiusura delle partite (clutch). È il tema principale. Contro Desio la Viola si è fatta rimontare dal +8 nel terzo quarto ed è caduta 66-67. In questa fase finale del match si è visto un attacco prevedibile, con pochi giocatori disposti a prendersi responsabilità, e ha ammesso che manca ancora la capacità di “uccidere” la partita. Questi cali di lucidità si erano visti anche nei finali delle vittorie esterne. 2) Tiro e liberi; percentuali sotto il 30% in due partite consecutive, con il tiro da tre che ha tolto fiducia in più occasioni. Contro Desio i liberi sono stati un problema: 12 su 23, il 52%.

COSA DEVE FARE LA PALLACANESTRO VICENZA PER VINCERE
Per fermare la Viola, imbattuta fuori casa e costruita su difesa e rimbalzi, servono cinque cose:
1) Box out e battaglia a rimbalzo.
2) Closeout sui tiratori, nello specifico controllare Romeo, Taflaj e Markovic senza concedere tiri aperti dall’arco, e chiudere le penetrazioni di Love.
3) Attaccare il pitturato e andare in lunetta; portare Reggio presto in bonus e mandare in foul trouble i lunghi che tendono a commettere qualche fallo di troppo.
4) Palla protetta e transition defense. Ogni turnover è un canestro facile concesso: pochi errori e rientri immediati.
5) Restare in partita fino al finale. Il punto debole della Viola sono gli ultimi minuti,se il quarto periodo si gioca punto a punto, con la mentalità “one possession at a time”, la pressione passa dalla loro parte.

Domenica 8 novembre il Palasport Città di Vicenza deve diventare un fortino. Arriva una Viola ancora imbattuta in trasferta, con una storia gloriosa e tanta fame di punti: la fermiamo con energia, voce e passione. Riempite le tribune e fate sentire il vostro calore dalla palla a due alla sirena finale, perché siamo il sesto uomo in campo.

Tutti convocati al PalaGoldoni: fermiamo insieme la corsa neroarancio, forza Vicenza!

Michele Bruzzo