S4 Energia Vicenza – Adamant Ferrara pre-partita

Articolo di Michele Bruzzo

SERIE B NAZIONALE – 3ª GIORNATA

S4 Energia Vicenza – Adamant Ferrara

Domenica 11 ottobre 2026, ore 18:00, Palasport Città di Vicenza

Arriva la sorprendente Adamant Ferrara: al Palasport serve una prova di carattere

CHI AFFRONTIAMO

L’Adamant Ferrara Basket 2018 nasce, come racconta la società stessa, come progetto sostenibile: competitivo ai massimi livelli regionali e nazionali e, insieme, punto di riferimento educativo per la città. Il club ha raccolto l’eredità della tradizione cestistica ferrarese dopo le difficoltà societarie degli anni precedenti, in una piazza che da decenni vive di pallacanestro e può contare su un pubblico tra i più calorosi della categoria. I pilastri del progetto sono identità (il nome Adamant, quello del main sponsor, è ormai parte del racconto sportivo cittadino), agonismo, settore giovanile, sostenibilità e impatto sociale. Attorno alla prima squadra ruotano la Scuola Basket Ferrara (oltre 350 tra bambini e ragazzi), il Baskin e un rapporto costante con scuole, famiglie e oltre 100 aziende partner.

Sul campo: la promozione in B Nazionale del giugno 2025, con i playoff chiusi da imbattuta e la finale vinta 2-0 su Pordenone davanti a quasi 3.000 tifosi; una prima stagione nei nazionali tribolatissima, chiusa con la salvezza ai playout (3-1 a Fidenza); un’estate di rivoluzione, con nuovo DG/DS (Mannucchi), nuovo coach (Bianchi) e organico rifatto: solo Jovanovic e Dioli sono reduci dallo scorso anno.

Sulla carta era destinata a soffrire: i ranking dei siti specializzati la piazzavano tra il 13° e il 15° posto del girone e testate web sportive le assegnava 2 stelle su 5; a sorpresa, due vittorie in due gare contro avversarie accreditate: 76-69 a Orzinuovi e 76-70 in casa con Capo d’Orlando. Oggi Ferrara è a punteggio pieno (4 punti) con Brescia e Desio.

SITUAZIONE ATTUALE

Per noi è la seconda gara casalinga, l’occasione ideale per dare una svolta al nostro cammino: il Palasport dovrà spingere i ragazzi con tutto il suo calore. Per Ferrara è la seconda trasferta, dopo il colpo di Orzinuovi: arriva con il morale alto e senza nulla da perdere, e dalle sue parti dicono di venire a Vicenza consapevoli delle insidie ma anche dei propri mezzi. Ci siamo già visti a fine agosto: in amichevole alla Bondi Arena finì 95-94 per i biancorossi.

PANCHINA E STAFF

Simone Bianchi (Pavia, 1982) ha firmato per due stagioni dopo aver preso in corsa Piombino, portandola fuori dalla zona retrocessione fino ai play-in. La sua Ferrara si riconosce in difesa, contropiede, ritmo e aggressività: Bianchi chiede corsa e intensità per quaranta minuti, per aumentare i possessi, sporcare l’attacco avversario e trasformare ogni recupero in transizione. Lo affiancano Nando Maione (ferrarese, già in A2 a Ferrara con Leka) ed Edoardo Morea, secondo assistente e coordinatore del settore giovanile; preparatore atletico Marco Amadio. In società, il presidente Riccardo Maiarelli e Gianluca Mannucchi, DG e DS (promozione in A2 con Juvecaserta).

COME GIOCA FERRARA: LE DUE VITTORIE

Più intensa che spettacolare, è una squadra disciplinata, che limita gli errori e capitalizza i possessi importanti.

Difesa e break nelle fasi centrali. A Orzinuovi il 27-12 del secondo quarto, con la circolazione offensiva della Logiman priva di fluidità; con Capo d’Orlando il 20-12 del terzo, con i siciliani fermi a 12 punti, e 25 palle perse forzate agli avversari nell’arco della gara. Alla base, pressione costante sulla palla, aggressività sulle linee di passaggio e aiuti continui. In entrambe le gare è stato un contropiede di Paolin a mettere il sigillo.

A livello offensivo cercano spesso il mismatch con l’uno contro uno di Paolin e la fisicità di Ianuale e Delfino.

Cercano il fallo. 28 liberi tentati con Capo d’Orlando (19 a segno), contro i 13 dell’esordio, e 30 falli fischiati agli avversari contro 19, secondo il coach siciliano: attaccano il ferro cercando il contatto con penetrazioni, mismatch e gioco interno. Dalla lunetta però non sono implacabili: 28/41 in totale (68%).

Punti deboli: finale e rimbalzo. L’ultimo quarto è stato perso in entrambe le gare (12-19 e 16-23), dopo vantaggi fino a +19 e +16, come nell’amichevole con noi (24-30); nelle due gare vinte, però, Ferrara ha retto ai tentativi di rimonta senza perdere lucidità, grazie alla compattezza del gruppo. Non fortissimi a rimbalzo (34,5 rimbalzi a partita), soprattutto su quelli offensivi (7,5 per gara).

Contesto. Vittorie meritate ma contro squadre non al meglio: Capo d’Orlando con un ritardo di preparazione e qualche infortunio, Orzinuovi senza il play Rogic.

QUINTETTO E PANCHINA

Il probabile quintetto è quello con cui Bianchi ha aperto a Orzinuovi: Paolin, Isotta, Melchiorri, Ianuale, Delfino.

Paolin (play/guardia, 191 cm, ’95): veneziano di Dolo, scuola Reyer, regista con grande attitudine offensiva (uno contro uno e tiro dalla distanza), capace di alternare gestione dei ritmi e realizzazione; top scorer con 33 punti in due gare (16,5 di media), dotato di un buon primo passo e percentuali solide da due e da tre.

Isotta (play/guardia, 191 cm, ’03): italo-svizzero, ex Montecatini (8,8 punti di media), tiro da fuori e attacco al ferro, aggressivo soprattutto fisicamente nell’uno contro uno (ma a corrente alternata). Giocatore un pò statico, attende la ricezione della palla: 2 punti a Orzinuovi, 15 con Capo d’Orlando.

Melchiorri (guardia/ala, 194 cm, ’97): ex Virtus Imola (10,5 punti di media); attacca il canestro, tira da fuori, buona presenza a rimbalzo; porta energia ed equilibrio nelle due metà campo.

Ianuale (ala, 198 cm, ’01): ala forte che sa giocare sul perimetro, fisica e utile su entrambi i lati; triple pesanti in entrambe le gare. Un ex: nel 2022/23 con la Pallacanestro Vicenza (Serie B, Civitus Allianz/Tramarossa) ha chiuso con circa 7,3 punti, 4,2 rimbalzi e 1,6 assist in 24 minuti a gara, con l’MVP della 1ª giornata e i record personali di rimbalzi e assist; ha lasciato un ricordo positivo come giovane atletico e grintoso.

Delfino (ala forte/centro, argentino, 198 cm, ’97): versatile, può giocare da ala grande o da centro, allargare il campo col tiro e colpire sia fronte che spalle a canestro; principale riferimento tecnico per esperienza, legge i vantaggi e crea per i compagni, trascinatore emotivo e fisico difficilissimo da limitare; 18 punti e 8 rimbalzi con Capo d’Orlando.

Dalla panchina:

Bottioni (play, 190 cm, ’93): ultimo arrivato, esperienza, attenzione difensiva e soluzioni multiple, già in maglia ferrarese in passato; 12 punti con tre triple a Orzinuovi, miglior passatore (4 assist) con Capo d’Orlando.

Misolic (centro, montenegrino, 205 cm, ’99): il più alto del gruppo, arrivato da Nocera; lungo dinamico, aggressivo a rimbalzo e prezioso nel pitturato, muro difensivo nella ripresa e 11 punti con Capo d’Orlando.

Jovanovic (guardia, 188 cm, ’02): unico reduce dello scorso anno insieme a Dioli, pericoloso dall’arco.

Guerrieri (centro, 203 cm, ’06): giovane lungo aggressivo in difesa e in attacco, cambio dei lunghi.

Fuori Cappelletti e Dioli, lungodegenti.

COSA ASPETTARSI PER I BIANCOROSSI

L’inizio non è stato dei più rosei: due sconfitte, 73-84 con Brescia in casa e 59-91 a Piacenza, in un calendario che non ci ha certo aiutato. Ma due giornate non definiscono una stagione: il gruppo ha qualità e carattere, in preparazione ha dimostrato di poter competere con chiunque e da qui si riparte da quanto di buono si è visto:

1) Energia e fisicità, riconosciute come nostro marchio persino dai resoconti di Brescia.

2) La reazione con Brescia dopo il 16-0 subìto, con un ultimo quarto vinto 25-14.

3) Il 9/23 da tre a Piacenza, con punti distribuiti su tutto il roster.

4) Il 95-94 di fine agosto a Ferrara, con sei uomini in doppia cifra.

Da correggere: le 20 palle perse e l’8/20 ai liberi di Piacenza, decisivi contro chi vive di recuperi, contropiede e viaggi in lunetta.

Le chiavi per domenica:

1) Proteggere la palla e muoverla con pazienza, per non alimentare il ritmo di Ferrara e farla lavorare la difesa per tutta l’azione.

2) Limitare le transizioni, chiudere il pitturato e vincere la lotta a rimbalzo.

3) Difendere con disciplina, senza cadere in falli ingenui o provocazioni, con equilibrio nei cambi e senza concedere mismatch facili a Paolin e Delfino.

4) Mantenere ordine offensivo quando Ferrara alza la pressione.

5) Lucidità e propositività nel finale, dove Ferrara tende a calare.

Contro un avversario che sulla carta doveva lottare per la salvezza e invece ha già due vittorie pesanti servirà una prova di concentrazione, intensità e maturità: domenica al Palasport si gioca per i due punti e per far ripartire la stagione. Siamo fiduciosi e non vediamo l’ora di vedere i biancorossi all’opera: forza Vicenza!

Michele Bruzzo